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Mercoledì 6 Febbraio 2002
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Erosione, pronto il piano: mai più frangiflutti
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Ripascimento morbido: questa la parola dordine per combattere le mareggiate sulla costa abruzzese
di SERGIO MUSSOLIN
PESCARA - Tra qualche anno i "bollettini di guerra" diramati dopo le mareggiate potrebbero essere solo un brutto ricordo. E' in fase di definizione e conclusione lo studio di fattibilità sugli interventi regionali di difesa e gestione dei 130 km. di fascia costiera abruzzese. Lo studio, illustrato ieri a Pescara dall'assessore regionale all'Ambiente, Massimo Desiati, è stato realizzato grazie al finanziamento Cipe del 1999 ed ha utilizzato nuove ipotesi di intervento. Non più la protezione degli arenili attraverso frangiflutti e barriere, ma con sistemi meno impattanti come il cosiddetto "ripascimento morbido", versamento di sabbia dove necessaria, e pennelli trasversali o "barriere soffolte", quindi al di sotto del pelo del mare.
La Regione Abruzzo, già con il progetto Ricama della precedente Giunta, aveva tracciato le linee guida che adesso saranno utilizzate per la stesura di un piano da presentare nuovamente al Cipe, il quale destinerà le risorse che riterrà necessarie. "Sicuramente -ha sottolineato Desiati- saranno definite le aree più vulnerabili e quindi più urgenti, ma il progetto ha comunque studiato l'intera costa e le relative problematiche". Per avere una visione organica anche da parte dei "portatori d'interesse" (associazioni, balneatori, comitati e pescatori) l'assessorato al Territorio ha indetto un incontro tecnico il prossimo 8 febbraio a Pescara durante il quale il confronto tra le parti servirà alla raccolta di informazioni sulle esigenze degli addetti ai lavori.
Per quanto non si possa ancora definire la data di inizio dei lavori, il costo dell'intera operazione dovrebbe aggirarsi tra i 50 e i 70 milioni di euro. "Dobbiamo certamente difendere gli interessi degli operatori economici ma, soprattutto, la natura -ha spiegato Desiati- È una scelta non facile, ma che si impone per ripristinare adeguati livelli di godibilità paesaggistica e ambientale, e garantire il consolidamento dei flussi turistici legati alla balneazione. E' certo che saranno realizzati solo interventi non rigidi, le azioni non saranno più isolate ed episodiche, ma dovranno seguire una logica complessiva, evitando di risolvere problemi in un'area causando danni in un'altra, perché la parola d'ordine è "non violentare il terrtorio"".
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Mercoledì 5 Giugno 2002
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Erosione, pronto il piano |
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LASSESSORE
ORTONA "Dopo anni di immobilismo e di inattività, la motonave Ermione è tornata a vivere e con essa tutti i compiti propri dell'Agenzia regionale per la tutela ambientale": Massimo Desiati, assessore regionale allAmbiente, anche lui a bordo della motonave Ermione, liquida come "patetiche e strumentali" le polemiche sullArta. "Che ha ricominciato a funzionare a pieno regime. Per lei si sta aprendo una nuova stagione, in grado di confortare la cittadinanza abruzzese, poichè i controlli sull'inquinamento di territorio, suolo, acqua e atmosfera, stanno raggiungendo livelli davvero apprezzabili".
E pronto, ha annunciato Dediati, il progetto regionale finanziato dal Cipe per la lotta allerosione dei 130 chilometri di costa abruzzese. "Il primo che non prevede interventi pasticciati e per segmenti di costa. Prevede interventi di nuova tecnologia, pennelli trasversali, ripascimento morbido e barriere soffolte. Per la sua realizzazione occorreranno 200 miliardi. Il problema adesso è il reperimento dei fondi".
Li.Mand.
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Martedì, 11 giugno 2002
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La gestione integrata della costa
Difesa del litorale:su sette aree interventi durgenza
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di SERGIO MUSSOLIN
FRANCAVILLA - A sei mesi dalla presentazione dello studio di fattibilità per la gestione integrata della costa abruzzese, finanziato dal Cipe, si è arrivati allo strumento utile alla programmazione: il risultato. Ieri allhotel Sporting Villa Maria di Francavilla al Mare tecnici della Regione Abruzzo, rappresentanti dei cosiddetti portatori dinteressi, Cipe e Università hanno dato la prima vera occhiata alla carta della vulnerabilità della costa abruzzese. Scoprendo che le emergenze dellasse costiero sono sette, e che una volta messe a posto, cambierebbe il volto dellerosione, nemico pubblico numero uno delle nostre spiagge e non solo.
Le aree oggetto di specifici interventi, secondo il danno atteso, sono: Martinsicuro-Alba Adriatica, Roseto, Pineto-Silvi-Città SantAngelo, Pescara Nord-Montesilvano, Pescara Sud-Francavilla, Casalbordino e Fossacesia. Sette aree nelle quali la forza erosiva del mare ha cambiato la vita della stessa costa come dei suoi abitanti. Sono state messe al bando le vecchie barriere rigide, così come ampiamente annunciato nei mesi scorsi dallassessore allambiente, Massimo Desiati e dal direttore generale regionale del settore territorio, Pierluigi Caputi. Al loro posto il ripascimento morbido, termine un po più astruso, ma efficace: immissione studiata di sabbia nei punti giusti e sotto il livello del mare.
Il piano organico di intervento, di cui la Regione Abruzzo si è dotata bruciando sullo scatto altre regioni italiane con problemi analoghi, inizia con la riqualificazione delle aree dove ancora adesso ci sono scogliere, il loro "salpamento" (cioé leliminazione), il posizionamento di pennelli rigidi sotto il livello del mare, utili a contenere la nuova sabbia, e infine lo scarico studiato di sabbia nuova. Questultima, secondo il progetto, sarà prelevata al largo delle coste al confine tra le regioni Marche e Abruzzo. Il ripascimento morbido, in pratica, avrebbe un effetto contenitivo maggiore delle scogliere rigide, con il beneficio di eliminare sia i vecchi frangiflutti, che la loro vista deturpante.
Il nuovo elemento di programmazione della Regione Abruzzo avrà, però un suo costo: circa 200 miliardi di vecchie lire, che ora, Regione e Cipe dovranno reperire per rifare il lifting alle coste. Se tutto andrà bene, secondo gli organizzatori del Convegno, entro due anni si darà seguito ai lavori nelle sette aree.
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06 maggio 2002
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A rischio la spiaggia davanti al parco Mazzarosa |
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Roseto, uno studio regionale sull'erosione
blocca la costruzione del villaggio turistico
Federico Centola
ROSETO. Niente cemento nel tratto nord della costa rosetana. È quanto emerso dallo studio di fattibilità, finanziato dal Cipe, per la tutela della costa abruzzese. "E' un approccio innovativo", si legge in una nota del Comune, "sul problema dell'erosione, che prevede come proposta finale la gestione integrata dell'area costiera con un piano organico per il rischio delle aree vulnerabili e interventi di difesa e di gestione della fascia litoranea su scala regionale".
Il lavoro, presentato nei giorni scorsi a Roseto, indirettamente pone il veto alla costruzione del villaggio turistico, previsto proprio nella zona nord. Lo studio è stato redatto dal sevizio opere marittime di Pescara con la collaborazione delle società Modimar e Sipim con il coordinamento del direttore regionale dell'assessorato Pierluigi Caputi e la supervisione scientifica del professor Paolo Di Girolamo.
E' stato realizzato attraverso l'utilizzo di innovative tecniche di analisi e procedure, avviate grazie a una fitta rete di incontri finalizzati a gettare le basi per giungere concretamente alla gestione integrata delle aree costiere. "Apprezziamo il metodo adottato del confronto preventivo e di concertazione con gli enti locali", commenta il sindaco Franco Di Bonaventura, "ne apprezziamo i contenuti per il tratto che comprende la foce del fiume Tordino fino alla pineta Mazzarosa, punto più sensibile dell'intera costa di Roseto. Abbiamo comunque intenzione di proporre osservazioni integrative allo studio per quanto riguarda alcune problematiche legate al tratto compreso tra la foce del fiume Vomano al pontile, con un monitoraggio continuo dove le barriere emerse presentano un problema di ricarica e quelle soffolte che non hanno inciso adeguatamente rispetto al ripascimento che poi si è avuto sulla costa". Il primo elemento concreto del lavoro è la carta della vulnerabilità, che ha individuato sette aree a maggior rischio, sulle quali sono previsti interventi per fermare il fenomeno erosivo e, soprattutto, fare in modo che la costa in quei punti torni come era una volta. Uno di questi riguarda la zona nord di Roseto, più o meno il tratto che riguarda Cologna Spiaggia, dove è programmato il ripascimento morbido e a difesa del riporto di materiale sabbioso la realizzazione di tre pennelli trasversali e barriere soffolte. Naturalmente, come emerso dal dibattito, dovranno essere evitati nuovi insediamenti nella zona per salvaguardarne la bellezza paesaggistica e, soprattutto, per agevolare il recupero di quel tratto di costa dove da anni è in programma la realizzazione di un grande villaggio turistico. L'idea progettuale sarà finanziata con fondi nazionali e comunitari.
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Martedì, 7 maggio 2002
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Gli effetti dell'erosione sulla costa di Villa Rosa
Saranno eliminati i pennelli a mare
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Opere anti-erosione: accolte le richieste di Alba Adriatica nell'incontro che si è svolto in Provincia
Niente " pennelli" a Villa Rosa
Amministratori e tecnici modificano il progetto regionale
ALBA ADRIATICA. Niente barriere anti-erosione (i cosiddetti pennelli) nella zona sud di Villa Rosa, per evitare che queste opere possano spostare il fenomeno erosivo sulla costa di Alba Adriatica e danneggiarla ulteriormente. E' questa l'intesa di massima raggiunta da amministratori locali ed esperti, che si sono incontrati ieri nella sede della Provincia a Teramo.
L'incontro ha esaminato gli interventi anti-erosione previsti dal servizio regionale delle Opere marittime In quetso studio sono stati ipotizzati, nel tratto di mare fra Martinsicuro e Alba Adriatica, interventi di ripascimento morbido e l'installazione di pennelli a mare, ipotesi sulla quale vi era stata la netta contrarietà del Comune di Alba. Secondo quest'ultimo, infatti, i tre pennelli terminali nella zona di Villa Rosa rischierebbero di spostare il fenomeno erosivo a sud, peggiorando la situazione ad Alba Adriatica. Il rischio è stato illustrato al gruppo di lavoro regionale dal geologo Leo Adamoli, consulente del Comune. Nella riunione è stata individuata un'ipotesi alternativa sulla quale tutti hanno concordato. L'intervento a Villa Rosa verrebbe ottimizzato puntando ad una maggiore riqualificazione del tratto finale di Martinsicuro, attraverso il ripascimento naturale e un'ulteriore alimentazione della zona dunale, senza alcun tipo di intervento a mare (pennelli). Il posizionamento di pennelli in quella zona verrebbe valutata, eventualmente, solo in fase di progetto definito quando saranno noti tutti gli elementi utili per assumere una decisione in questo senso. Tutti d'accordo, invece, sull'intervento previsto dallo studio regionale nella zona nord, a Martinsicuro, con l'insediamento di barriere sotto l'acqua e pennelli trasversali. La Provincia ha assicurato che in fase di redazione del progetto saranno recepite le indicazioni emerse nell'incontro di ieri.
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Uno studio a tutela della costa
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PESCARA. E' giunto alla fase finale lo studio di fattibilità che la Regione Abruzzo ha dedicato alla gestione integrata dei 130 km di area costiera. Sul progetto, finanziato dal Cipe, l'assessore regionale all'ambiente, Massimo Desiati, si confronterà venerdì prossimo con i 130 portatori di interesse, tra enti, associazioni e operatori. "Entro sei mesi", ha spiegato Desiati "saremo in grado di concludere l'iter dello studio, grazie al quale abbiamo già ottenuto la mappatura della fascia litoranea abruzzese, e una carta delle aree vulnerabili e dei livelli di rischio attesi. In quest'ultima fase stiamo definendo una scala di priorità per gli interventi di difesa e riqualificazione". Per i tratti di costa più critici, lo studio evidenzierà gli interventi sostenibili da sottoporre a successivi finanziamenti statali e comunitari. A tal fine, il fabbisogno indicato da Desiati si aggira tra 50 e 70 milioni di euro. Le azioni non saranno più episodiche, ma dovranno seguire una logica complessiva, evitando di risolvere problemi in un'area causando danni in un'altra. "Occorre spostare l'attenzione", secondo Desiati, "dalla protezione dall'aggressività del mare di strutture e infrastrutture di pubblico interesse, ad azioni volte alla conservazione e miglioramento della qualità degli arenili. Dobbiamo certamente difendere gli interessi degli operatori economici ma, soprattutto, la natura. E' una scelta, non facile, che si impone per ripristinare adeguati livelli di godibilità paesaggistica e ambientale, e garantire il consolidamento dei flussi turistici legati alla balneazione". A una difesa "rigida", basata sull'uso di barriere emerse, saranno preferiti sistemi "meno impattanti", come il ripascimento morbido, mediante versamenti scientificamente progettati di quantità rilevanti di sabbia"
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Domenica, 5 giugno 2002
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Lerosione sta distruggendo la spiaggia
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VILLA ROSA Grido dallarme degli operatori turistici che chiedono interventi immediati
di SERAFINO DI MONTE
VILLAROSA Nuova stagione estiva, vecchi problemi a Villarosa di Martinsicuro. Lerosione ancora una volta affligge la cittadina vibratiana. In merito abbiamo raccolto il parere di alcuni titolari di alberghi, chalet e del presidente della "Pro Loco".
"La spiaggia, dalle nostre parti, sta morendo lentamente esordisce il titolare dello chalet "Blu Marlin" Antonio Agostini che cosa si potrebbe fare? Innanzitutto ci vorrebbe un sostanziale ripascimento. Molti tecnici arrivano, guardano e ...poi scompaiono. Ed il mare continua a ...mangiare il litorale".
Al "Sabbia doro" stessi problemi. "Cè tanta paura afferma Giuseppe Capece da un momento allaltro il mare potrebbe portar via, in un baleno, il mio chalet costruito dopo anni di sacrifici. Qui davanti le scogliere sono sprofondate definitivamente".
Manuela Malavasi, titolare dellhotel "Maxims" lancia un grido dallarme. "Lultima erosione ci ha distrutto completamente la spiaggia dieci anni fa ne avevamo 70 metri; cinque anni or sono 40 ed ora ne abbiamo circa 6 metri. Che cosa si potrebbe fare? Innanzitutto qualcuno dovrebbe prendere a cuore la situazione per un intervento duraturo nel tempo. Le scogliere oramai sono tutte sommerse dallacqua. E venuto fuori, proprio qui davanti, un "buco" profondo venti metri". Roberto Pollini dellhotel Corallo è anche lui molto preoccupato. "Lerosione avanza tutti i giorni. Di questo passo vedremo, senza meno, fra 10 anni la scomparsa della spiaggia". Il presidente della Pro-Loco. Giuseppina Camaioni lancia, anche lei, un grido dallarme. "Ci vorrebbe una soluzione globale del territorio altrimenti addio Villa Rosa".
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Mercoledì, 6 Febbraio 2002
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EROSIONE Previsto un maxi-intervento sui 130 chilometri del litorale abruzzese. Moderni metodi: pennelli trasversali, barriere soffolte e ripascimento morbido
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di FRANCESCO DI MIERO
PESCARA - Non più interventi tampone che spesso risanano un tratto di arenile ma ne compromettono un altro. Il problema dellerosione marina viene affrontato per la prima volta dalla Regione Abruzzo in maniera organica con una progettazione complessiva relativa a tutti i 130 chilometri della costa abruzzese. Il maxi intervento sarà attuato globalmente sulla base di uno studio, già a buon punto, che prevede le possibili conseguenze di ogni singolo progetto da attuare nelle zone a rischio e in quelle che potrebbero diventarlo.
Ne ha parlato ieri a Pescara lassessore regionale allambiente Massimo Desiati: "Dalla difesa rigida, quella tipica delle barriere frangiflutti, si passerà alla gestione integrata delle aree costiere con sistemi meno impattanti come il ripascimento morbido delle spiagge, la sistemazione di pennelli trasversali e le barriere soffolte, cioè a pelo dacqua".
Gli interventi - ha puntualizzato lassessore - non saranno diretti al singolo "paraggio" di poche decine di metri, ma a una dimensione più ampia che ponga attenzione allinterazione delle diverse problematiche: salvaguardia della linea di costa, qualità delle acque prospicienti, accessibilità dei luoghi, qualità degli arenili destinati alla balneazione.
E tutti i "portatori di interesse" di questo settore parteciperanno venerdì prossimo, sempre a Pescara, a un incontro presso lassessrato. La spesa complessiva prevista supera i 100 miliardi di lire con fondi statali (Cipe) e dellUe. "LAbruzzo - ha detto Desiati - a livello europeo è una delle regioni più impegnate in nuove metodologie di intervento".
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